Giàcomo I (re d’Inghilterra, VI di Scozia) Edimburgo 1566-Londra 1625)

Giacomo I re d’Inghilterra, VI di Scozia (Edimburgo 1566-Londra 1625). Figlio di Maria Stuart, regina di Scozia, e del secondo marito, lord Darnley, fu proclamato re di Scozia il 24 luglio 1567, all’età di un anno e un mese. Vari reggenti  (Moray, Mar, Morton, Lennox) si batterono per rivendicare il diritto ad agire in suo nome, mentre era tenuto nel castello di Stirling,ma fu solo  fu solo un’arma di ricatto in mano ai vari reggenti.Debole di salute e di carattere, ebbe però, soprattutto a opera di G. Buchanan, un’ottima educazione letteraria e teologica (scrisse un trattato sulla stregoneria, Demonology, 1597, schierandosi tra i fautori della persecuzione delle streghe). Solo a partire dal 1585 ebbe parte nel governo, e appoggiandosi alla regina Elisabetta (accordi del 1585-86) poté condurre una lotta a fondo contro l’opposizione baronale, stroncandone velleità e privilegi; analogo carattere assolutista ebbe la sua politica religiosa, nella lotta contro i fautori della superiorità della Chiesa sullo Stato.Temendo che un intervento a favore della madre gli alienasse la simpatia di Elisabetta, non reagì all’uccisione di Maria Stuarda e nel 1603 egli poté succedere pacificamente a Elisabetta sul trono inglese; ma presto deluse i cattolici, che si erano fatti delle illusioni sulla sua nascita cattolica (da qui, per esasperata reazione, la “congiura delle polveri”, del1605), e ai quali fu vicino fin tanto che gli servirono per moderare l’influsso protestante. Non riuscì del resto a superare la diffidenza del partito protestante, fallendo nella mediazione che aveva fatto la grandezza di Elisabetta. Le sue teorie politiche sul diritto divino dei re finirono con lo scontentare i cattolici, che vedevano ripudiato ogni intervento papale, e l’opinione pubblica puritana sostenitrice della soppressione del regime episcopale.Rapidamente deterioratesi le finanze reali e privato delle concessioni del Parlamento che dopo il 1611 convocò solo una volta, nel 1614, raccolse danaro con espedienti impopolari. In politica estera si guadagnò dapprima una discreta popolarità appoggiando Francia e Olanda contro alcune pretese spagnole, ma successivamente seguì una linea che gli attirò una dura opposizione, quando allo scoppio della guerra dei Trent’anni avrebbe voluto appoggiare la Spagna, in contrasto con l’opinione inglese. Comunque, per appoggiare la politica estera, occorreva molto danaro, che solo il Parlamento avrebbe potuto concedere; ma il Parlamento, finalmente convocato (1621), negò l’appoggio finanziario e per la prima volta reclamò il diritto di determinare la politica estera. Sciolto quindi il Parlamento, Giacomo I tentò invano di perseguire una politica filospagnola, permettendo che il figlio Carlo si recasse colduca di Buckingham a Madrid (1623) per trattare il proprio matrimonio con l’infanta di Spagna. Fallito il tentativo, lasciò sempre più gli affari di Stato nelle mani del figlio e del duca. Giacomo diede segni di demenza senile durante l’ultimo anno del suo regno: il potere di fatto passò nelle mani del principe di Galles e del duca di Buckingham, sebbene il re conservasse abbastanza potere per evitare che la guerra scoppiasse durante il suo regno. Morì nel 1625, fu sepolto a Westminster e gli succedette il figlio con il nome di Carlo I.                                                                                                    Alla sua morte lasciò un regno decisamente impoverito per gli sperperi e la corruzione della corte, indebolito sul piano internazionale e nel quale già covava una forte opposizione alla corona.

Uno degli aspetti più chiacchierati della vita di Giacomo I fu la sua sessualità.

Considerato uno degli uomini più avvenenti di tutta Europa, il duca di Buckingham non faticò molto a conquistare il cuore del re. Del resto re Giacomo I, figlio della sventuratissima Maria Stuarda, era sensibilissimo all’amore. Cresciuto senza affetti, il suo cuore era perennemente assetato di calore. Di gesti affettuosi. Così con i suoi occhi blu ed una baldanza da bucaniere, il giovane George Villiers non poteva che risvegliare nel re sentimenti profondi e duraturi. Un amore che gli permise di emergere velocemente e con ali di falco dai ranghi oscuri di una famiglia della piccolissima nobiltà di provincia. Un’ascesa che causò però scandalo, invidia, disapprovazione.

Il castello di Farnham (che ritorna spesso nella loro corrispondenza amorosa) fece molto probabilmente da sfondo ai primi giorni della loro passione. Una passione di cui il re dovette rendere conto anche al Consiglio reale. Un’ammissione fiera. Fatta a testa alta, senza nessuna intenzione di desistere od indietreggiare. Solo alla morte del sovrano nel 1625, il duca di Buckingham partì per una serie di spedizioni militari, protetto da Carlo I che era succeduto al padre. Un legame forte lo legava agli Stuart per i quali continuò a lottare fino alla fine. Pugnalato a morte da un marinaio una mattina di agosto del 1628, il corpo del duca di Buckingham fu posto accanto alla tomba di Giacomo I, il re che, per amore suo, aveva affrontato l’ira di un’intera nazione.

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