Giorgio VI del Regno Unito

Albert Frederick Arthur George Windsor, conosciuto come re Giorgio VI del Regno Unito, nasce a Sandringham (Inghilterra), nella contea di Norfolk, il giorno 14 dicembre del 1895, durante il regno della Regina Vittoria. E’ il secondo figlio della principessa Maria di Teck e del duca di York, futuro re Giorgio V del Regno Unito.

In famiglia viene informalmente chiamato con il soprannome “Bertie”. Dal 1909 frequenta il Royal Naval College di Osborne come cadetto della marina reale d’Inghilterra. Si dimostra poco propenso agli studi (ultimo della classe nell’esame finale), ma malgrado ciò passa al Royal Naval College di Dartmouth nel 1911. Dopo la morte della nonna, la Regina Vittoria, avvenuta il 22 gennaio 1901, entra in carica re Edoardo VII, figlio di Vittoria. Quando re Edoardo VII muore il 6 maggio 1910, il padre di Albert diventa re con il nome di Giorgio V ed Albert (futuro Giorgio VI) diventa il secondo in linea di successione.

Alberto entra in servizio in marina il 15 settembre 1913 e l’anno seguente prende servizio nella Prima guerra mondiale: il suo nome in codice è Mr. Johnson. Nell’ottobre del 1919 frequenta il Trinity College di Cambridge dove studia storia, economia e diritto civile per un anno. Nel 1920 viene nominato dal padre Duca di York e conte di Inverness. Inizia ad occuparsi degli affari di corte, rappresentando il padre nella visita di alcune miniere di carbone, fabbriche e cantieri ferroviari, ottenendo il soprannome di “Principe Industriale”.

La sua naturale timidezza e le poche parole, lo facevano apparire molto meno impositivo del fratello Edoardo, anche se amava tenersi in forma con sport come il tennis. All’età di 28 anni sposa lady Elizabeth Bowes-Lyon, dalla quale avrà due figlie, le principesse Elisabetta (la futura regina Elisabetta II) e Margaret. In un’epoca in cui i reali si imparentavano tra di loro, appare come una eccezione il fatto che Alberto abbia avuto una quasi totale libertà per la scelta della consorte. Questa unione viene considerata completamente innovativa per l’epoca, e pertanto segno di un forte cambiamento in atto nelle dinastie europee.

La Duchessa di York diventa la vera tutrice del principe Albert, aiutandolo nella composizione dei documenti ufficiali; il marito soffre di un problema di balbuzie così gli fa conoscere Lionel Logue, esperto di lingua di origine australiana. Albert inizia a praticare sempre più spesso alcuni esercizi di respirazione per migliorare la propria parlata ed eliminare l’aspetto balbuziente di alcuni dialoghi. Come risultato, il Duca si mette alla prova nel 1927 con il tradizionale discorso d’apertura del parlamento federale australiano: l’evento è un successo e permette al principe di parlare con solo una piccola esitazione emotiva.

Il 20 gennaio 1936 muore re Giorgio V; gli succede il Principe Edoardo con il nome di Edoardo VIII. Dal momento che Edoardo non ha figli, Albert ne è l’erede principale. Tuttavia, dopo meno di un anno (il giorno 11 dicembre 1936), Edoardo VIII abdica al trono per essere libero di sposare la propria amante, la divorziata miliardaria americana Wallis Simpson. Albert è inizialmente riluttante ad accettare la corona, ma Il giorno 12 maggio 1937, sale al trono assumendo il nome di Giorgio VI, in una cerimonia di incoronazione che è stata la prima ad essere trasmessa in diretta a livello mediatico, dalla Radio BBC.

Il primo atto di regno di Giorgio VI è volto ad aggiustare lo scandalo del fratello: gli garantisce il titolo di “Altezza Reale”, che avrebbe altrimenti perso, consentendogli il titolo di Duca di Windsor, stabilendo poi però con una patente che tale titolo non fosse trasmesso alla moglie o ad eventuali figli della coppia. Tre giorni dopo la sua incoronazione, nel giorno del suo quarantunesimo compleanno, nomina la moglie, la nuova Regina, membro dell’ordine della Giarrettiera.

Questi sono gli anni in cui nell’aria, anche in Inghilterra, si percepisce che la Seconda guerra mondiale con la Germania è imminente. Il Re è costituzionalmente affidato alle parole del Primo Ministro Neville Chamberlain. Nel 1939, il Re e la Regina si recano in visita al Canada, facendo tappa anche negli Stati Uniti. Da Ottawa la coppia reale viene accompagnata dal primo ministro canadese e non dal gabinetto dei ministri inglese, significativamente rappresentando il Canada anche negli atti di governo e dando un segnale di vicinanza alla popolazione oltreoceano.

Giorgio VI è il primo monarca del Canada a visitare il Nord America, anche se già conosceva il paese avendolo visitato quando ancora ricopriva il titolo di Duca di York. Le popolazioni canadese ed americana reagiscono positivamente a questa visita di stato.

Allo scoppio della guerra nel 1939, Giorgio VI e la moglie decidono di rimanere a Londra e di non cercare la salvezza in Canada, così come il gabinetto dei ministri aveva loro suggerito. Il Re e la Regina ufficialmente rimanevano a Buckingham Palace anche se, dopo i primi bombardamenti per ragioni di sicurezza, le notti venivano trascorse prevalentemente al Castello di Windsor. Giorgio VI e la Regina Elisabetta vivono in prima persona gli avvenimenti bellici, quando una bomba scoppia proprio nella corte principale del palazzo londinese mentre loro si trovano nella residenza.

Nel 1940 Neville Chamberlain si dimette dalla carica di Primo Ministro: suo successore è Winston Churchill. Durante la guerra il Re rimane in prima linea per mantenere alto il morale della popolazione; la moglie del presidente americano, Eleanor Roosevelt, ammirando il gesto, si pone in prima persona nell’organizzare le spedizioni di cibo al palazzo reale inglese.

Al termine dei conflitti nel 1945 la popolazione inglese è entusiasta ed orgogliosa del ruolo avuto dal proprio Re negli scontri. La nazione inglese esce trionfante dalla Seconda guerra mondiale e Giorgio VI, sulla scia di quanto già fatto assieme a Chamberlain a livello politico e sociale, invita Winston Churchill ad apparire con lui sulla balconata di Buckingham Palace. Nel dopoguerra il re è di fatto un tra i principali promotori della ripresa economica e sociale della Gran Bretagna.

Sotto il regno di Giorgio VI si vive inoltre l’accelerazione del processo e la definitiva dissoluzione dell’Impero coloniale inglese, che aveva già dato i primi segni di cedimento dopo la Dichiarazione di Balfour del 1926, anno in cui i vari domini inglesi iniziano ad essere conosciuti con il nome di Commonwealth, poi formalizzato con gli Statuti di Westminster del 1931.

Nel 1932 l’Inghilterra concede l’indipendenza all’Iraq da protettorato inglese quale è, seppur questo non fosse mai entrato a far parte del Commonwealth. Questo processo garantisce la riappacificazione degli stati dopo laSeconda Guerra Mondiale: diventano così indipendenti anche la Giordania ed il Burma nel 1948, oltre al protettorato sulla Palestina e sull’area di Israele. L’Irlanda, dopo essersi dichiarata una repubblica indipendente, lascia il Commonwealth l’anno seguente. L’India si divide in stato indiano e Pakistan ed ottiene l’indipendenza. Giorgio VI abbandona il titolo di Imperatore d’India, diventando Re d’India e Pakistan, stati che continuano a rimanere nel Commonwealth. Anche questi titoli però decadono, a partire dal 1950, quando i due stati si riconoscono come repubbliche.

Lo stress procurato dalla guerra è solo uno dei motivi che aggravano la già precaria salute di Giorgio VI; la salute si aggrava anche a causa del fumo e in seguito dallo svilupparsi di un cancro che gli porta, tra gli altri problemi, una forma di arteriosclerosi. Nel settembre del 1951 gli viene diagnosticato un tumore maligno.

Il 31 gennaio 1952, malgrado i consigli dei medici, Giorgio VI insiste per recarsi all’aeroporto per vedere la figlia principessa Elisabetta che sta partendo per un viaggio in Australia con tappa in Kenya. Re Giorgio VI muore pochi giorni più tardi, il 6 febbraio 1952, a causa di una trombosi coronaria, a Sandringham House nel Norfolk, all’età di 56 anni. La figlia Elisabetta torna in Inghilterra dal Kenya per succedergli con il nome di Elisabetta II.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>